Orgogliosamente dislessici, l’Unitus lancia Reasy

Si chiama Reasy – dalla fusione di read ed easy – ed è la nuova applicazione pensata per facilitare l’approccio allo studio agli studenti dislessici. A presentarla in anteprima all’Istituto Omnicomprensivo di Orte è stato Juri Taborri, docente universitario di misure biomediche e parte della squadra di Tech4all, lo spin off dell’Università della Tuscia che si occupa da diversi anni di tecnologie per l’inclusione.

Trasformare un file di testo o la foto degli appunti in un documento con font ad alta leggibilità, costruire una mappa concettuale a partire da un documento o disegnare un’immagine da associare a una parola sono alcune delle potenzialità offerte da Reasy, che a breve sarà disponibile su Google Play e Apple Store, oltre ad avere l’estensione Chrome. “Mancano due settimane al lancio” annuncia Marcella Barrone, project manager di Tech4all, mentre affianca alcuni giovanissimi studenti dell’Omnicomprensivo di Orte che, lo scorso 11 maggio, hanno avuto la possibilità di testare la versione “demo” dell’applicazione.

L’Unitus di Viterbo è tra le prime università italiane a investire in ricerca e innovazione per l’inclusione dei dislessici e, dal 2020, si è fatta capofila di un progetto europeo, Vrailexia, che gli è valso il riconoscimento internazionale Unesco dell’Ircai Global Top 100 Result.

“Il nostro occhio di riguardo verso la didattica inclusiva non nasce a caso – spiega Taborri -, a dare la spinta è stato Giuseppe Calabrò, docente di Elettrotecnica della facoltà di Ingegneria, nonché genitore di un bambino dislessico e lui stesso diagnosticato come DSA. Di qui l’idea di mettere l’intelligenza artificiale a servizio di questo disturbo specifico dell’apprendimento. Oltre Vrailexia stiamo lavorando parallelamente per creare un centro sperimentale in cui ogni studente, in base al proprio stile cognitivo, possa trovare l’ambiente d’apprendimento più adatto: il progetto che si occuperà di tutto ciò si chiama A Tu per Tu e sta per Apprendimento Tuscia per tutti”.

Oltre alla scommessa tecnologica, l’ateneo viterbese ha tradotto le buone pratiche a favore della dislessia in un vero e proprio percorso agevolato: l’Unitus mette infatti a disposizione degli studenti dislessici un tutor ad hoc e un servizio di counseling psicologico. Inoltre il senato accademico ha riconosciuto ai dislessici la possibilità di allungare di un anno il normale corso di studi (4 anni anziché 3) senza però andare fuori corso e pagare nuovamente le tasse.

“Le statistiche – conclude Taborri – ci dicono che mediamente gli studenti dislessici sono più propensi all’abbandono scolastico perché scoraggiati dalle difficoltà. Solo se invertiamo le prospettive, ripensando la dislessia non come a una patologia ma come a una caratteristica cognitiva tra le tante, allora saremo in grado di gettare lo sguardo ad di là dell’ostacolo e progettare strumenti out of the box“.

Studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Orte alle prese con Reasy